PR.I.MUL.A.: tre anni di lavoro con le famiglie e il territorio

PR.I.MUL.A.: tre anni di lavoro con le famiglie e il territorio

Con il seminario conclusivo del 29 settembre, ospitato nella Sala Consiliare del Comune di Conegliano, si è concluso PR.I.MUL.A. – Progetto Interventi Multiprofessionali di Ambito VEN_07, realizzato nell’ambito della DGR 69/2023 della Regione del Veneto e finanziato dal PR Veneto FSE+ 2021-2027.

Capofila del progetto è stata la Cooperativa Sociale Insieme Si Può, che ne ha coordinato la realizzazione nell’ATS VEN_07.

Tre anni di lavoro nati da una sfida tanto semplice da formulare quanto complessa da affrontare: come accompagnare meglio le famiglie con figli minori che vivono situazioni di vulnerabilità, mettendo in relazione competenze, servizi e risorse del territorio?

PR.I.MUL.A. ha provato a rispondere costruendo, insieme agli operatori, un modello di lavoro più integrato. Un percorso che ha coinvolto servizi sociali e sociosanitari, scuole, enti del Terzo settore e professionisti, con l’obiettivo di condividere strumenti e linguaggi e, soprattutto, di costruire attorno a ciascuna famiglia risposte capaci di tenere insieme bisogni diversi.

Il seminario conclusivo è stato l’occasione per rileggere questa esperienza attraverso i risultati raggiunti e le voci di chi l’ha vissuta direttamente, ma anche per interrogarsi su che cosa PR.I.MUL.A. lascia al territorio dopo la conclusione del progetto.

Ad aprire la mattinata sono intervenuti Gaia Maschio, assessore ai Servizi Sociali del Comune di Conegliano e Presidente del Comitato dei Sindaci dell’Ambito VEN_07, Pasquale Borsellino, direttore UOC Infanzia, Adolescenza, Famiglia e Consultori dell’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, e Raffaella Da Ros, presidente della Cooperativa Sociale Insieme Si Può.

Un modello costruito insieme e sperimentato con le famiglie

Prima ancora di attivare nuovi servizi, PR.I.MUL.A. ha lavorato sul modo in cui i servizi incontrano, leggono e accompagnano le situazioni di vulnerabilità.

L’analisi delle modalità di presa in carico già presenti nel territorio, la formazione degli operatori e il lavoro della Cabina di regia hanno portato alla costruzione di Linee guida, prassi operative e strumenti comuni: dalla prima lettura dei bisogni alla valutazione multidimensionale, fino al lavoro delle équipe interservizio e alla definizione dei progetti personalizzati.

Contemporaneamente è stata ampliata la rete delle opportunità a disposizione delle famiglie. Il Catalogo costruito nell’ambito del progetto ha riunito 43 fornitori e 132 servizi, mettendo a disposizione interventi diversi da attivare e combinare sulla base delle necessità di ciascun nucleo.

È su queste basi che il modello è stato sperimentato concretamente con le famiglie. Al centro c’è l’équipe interservizio, nella quale professionisti appartenenti a servizi diversi mettono in comune competenze e punti di vista, condividono la lettura dei bisogni e delle risorse del nucleo e costruiscono, insieme alla famiglia, un progetto personalizzato.

Il progetto personalizzato individua obiettivi e interventi rivolti alla famiglia e ai suoi componenti, secondo una logica che cerca di superare la frammentazione delle risposte. Nell’ambito della sperimentazione, i voucher messi a disposizione da PR.I.MUL.A. hanno consentito di dare concretezza a questi percorsi, attivando anche più servizi in modo integrato sulla base dei bisogni emersi.

Nel corso della sperimentazione sono stati coinvolti 92 nuclei familiari e sono stati complessivamente 84 i voucher attivati a sostegno dei percorsi personalizzati.

Significativa anche la diffusione sul territorio dell’ATS VEN_07, con famiglie provenienti da 26 dei 28 Comuni dell’Ambito: una copertura molto ampia, che restituisce la dimensione territoriale assunta dalla sperimentazione e il coinvolgimento diffuso della rete dei servizi.

Dietro questi numeri ci sono però soprattutto percorsi molto diversi tra loro e la scelta di guardare alla famiglia nel suo insieme. Nel 74% dei progetti personalizzati gli obiettivi hanno riguardato contemporaneamente i minori e gli adulti del nucleo: non soltanto, quindi, una risposta alla difficoltà del singolo componente, ma un lavoro capace di considerare relazioni, risorse e bisogni dell’intera famiglia.

Il valore di lavorare insieme

Il seminario ha dato ampio spazio proprio a questa dimensione. Nella tavola rotonda, assistenti sociali e professionisti dei diversi servizi hanno raccontato l’esperienza del lavoro nelle équipe interservizio, mentre le realtà coinvolte nell’erogazione degli interventi hanno portato testimonianze concrete dei percorsi realizzati con le famiglie.

Ne è emersa la ricchezza, ma anche la complessità, di un lavoro che chiede a professionalità e organizzazioni diverse di mettere in comune punti di vista, informazioni e responsabilità. Costruire una lettura condivisa delle situazioni e risposte meno frammentate rappresenta uno degli apprendimenti più importanti della sperimentazione.

Un progetto che si conclude, un patrimonio che rimane

Al termine di questi tre anni, PR.I.MUL.A. lascia al territorio un patrimonio importante di esperienze, relazioni e strumenti condivisi. Il lavoro svolto ha contribuito a consolidare la collaborazione tra i servizi, a costruire modalità comuni di lettura e presa in carico delle situazioni di vulnerabilità e ad ampliare la rete di soggetti e risorse a disposizione delle famiglie.

Tra gli elementi più significativi c’è l’esperienza delle équipe interservizio, come spazio di confronto nel quale professionalità diverse possono continuare a mettere in comune competenze e punti di vista e a costruire, insieme alle famiglie, percorsi capaci di tenere conto della complessità dei loro bisogni.

Per questo una parte importante del seminario è stata dedicata al futuro e al confronto con le altre esperienze sviluppate in Veneto nell’ambito della DGR 69, nella prospettiva di trasformare quanto appreso attraverso le sperimentazioni in un patrimonio utile anche per le future politiche regionali.

PR.I.MUL.A. si chiude quindi lasciando qualcosa che va oltre le attività realizzate e i risultati raggiunti: un modo di lavorare che mette la famiglia al centro, costruendo attorno ad essa una rete capace di dialogare e di condividere responsabilità e risorse.

Un grazie alle famiglie che hanno partecipato alla sperimentazione e a tutte le persone che l’hanno resa possibile: agli operatori dei servizi, alle amministrazioni comunali, all’Azienda ULSS 2 Marca Trevigiana, alle scuole, ai partner, agli enti del Terzo settore e ai professionisti che hanno messo a disposizione competenze, tempo e servizi.

Il progetto si conclude, ma il lavoro costruito insieme in questi tre anni continua nel territorio.